Se hai problemi al ginocchio a causa dell’artrosi, sai quanto può essere debilitante. A volte, il danno colpisce solo una parte dell’articolazione, e in questi casi, la protesi di ginocchio monocompartimentale potrebbe essere la soluzione giusta. Questa operazione è progettata per sostituire solo il compartimento danneggiato, mantenendo integro il resto dell’articolazione e riducendo così i rischi e il recupero rispetto alla chirurgia tradizionale.
Ti invito a venire nel mio studio a Milano per un incontro, così possiamo valutare insieme la soluzione migliore per te.
Paziente ideale per la protesi monocompartimentale di ginocchio
Se soffri di gonartrosi, nel caso in cui solo uno dei tre compartimenti del ginocchio sia danneggiato, la protesi monocompartimentale è una delle opzioni migliori.
L’artrosi che danneggia una sola area del ginocchio, come ad esempio il compartimento mediale (quello interno del ginocchio), può essere trattata con una sostituzione mirata, preservando il resto dell’articolazione sana. Questo tipo di intervento è ideale per chi ha un’età relativamente giovane e mantiene uno stile di vita attivo, ma anche per le persone anziane che non presentano danni severi in altre aree del ginocchio.
Preservare le strutture naturali dell’articolazione, come i legamenti crociati, può consentire un recupero funzionale migliore e più rapido. Nonostante i benefici, è importante sottolineare che la protesi monocompartimentale non è indicata per tutti: se l’artrosi è troppo avanzata, il trattamento più adatto potrebbe essere una protesi totale. In questi casi, è fondamentale un’approfondita valutazione da parte di uno specialista, per capire quale intervento darà i risultati migliori.
Perché scegliere la protesi monocompartimentale?
I benefici sono numerosi. Per prima cosa, l’intervento è meno invasivo rispetto alla protesi totale: si fanno incisioni più piccole, si rimuove meno osso.
Inoltre, la maggior parte dei pazienti può tornare alle normali attività quotidiane in poche settimane, con meno dolore e meno complicazioni.
La mini-invasività dell’intervento comporta una riduzione del dolore post-operatorio e a minori perdite di sangue, che si associano ad una minore probabilità di necessitare trasfusioni. Tutto ciò rende la protesi monocompartimentale una scelta ideale per chi cerca una soluzione rapida ed efficace per il recupero.
La procedura chirurgica e il recupero: cosa aspettarsi dall’intervento alla protesi monocompartimentale
La procedura chirurgica per l’impianto di una protesi monocompartimentale di ginocchio è generalmente rapida e ben tollerata: viene rimossa la parte ossea e cartilaginea danneggiata e sostituita con una protesi in metallo per femore e tibia e una componente in polietilene.
La durata dell’operazione varia, ma in media richiede dai 35 ai 50 minuti. Già dal giorno successivo all’intervento, i pazienti iniziano a camminare con l’ausilio delle stampelle.
La fisioterapia inizia sin da subito, e si concentra sulla mobilizzazione del ginocchio per ridurre al minimo il rischio di rigidità articolare e sul potenziamento muscolare. In genere, la maggior parte delle persone può tornare a casa dopo 2-3 giorni di ricovero.
La riabilitazione continua nelle settimane successive, con esercizi per recuperare forza, flessibilità e mobilità. In genere, dopo circa 2-3 mesi, i pazienti sono in grado di riprendere quasi tutte le attività quotidiane, mentre il recupero completo, in termini di forza muscolare e capacità di fare esercizi fisici intensi, richiede dai 9 ai 15 mesi. Sebbene il recupero iniziale possa sembrare veloce, è importante non sottovalutare l’importanza della riabilitazione continua per ottenere i migliori risultati a lungo termine.
I rischi della protesi monocompartimentale e la possibilità di revisione
Anche se l’intervento di protesi monocompartimentale ha un alto tasso di successo, ci sono alcuni rischi da tenere in considerazione.
Difatti, pur essendo un intervento mini–invasivo, non è scevro da complicanze. Le più comuni sono le infezioni e le trombosi. Tuttavia grazie tuttavia all’impiego di adeguate profilassi antibiotiche e di procedure standardizzate in sala operatoria, di una precoce mobilizzazione nel post-operatorio associata all’utilizzo di faramaci come l’eparina, queste complicanze sono rare.
Con il passare del tempo però i restanti compartimenti del ginocchio, che in caso di protesi monocompartimentale vengono risparmiati, possono incorrere nel fisiologico invecchiamento ed andare incontro all’artrosi. In quel caso se l’artrosi si estende ad un altro compartimento può rendersi necessario l’intervento di revisione. In altri casi tuttavia l’intervento di revisione può essere necessario nel caso in cui la protesi nel tempo abbia perso la sua adesione alla tibia o al femore.
Tuttavia, la monocompartimentale resta una soluzione sicura e mini-invasiva che permette un rapido recupero con un ritorno alle attività quotidiane.
Conclusione
Se soffri di artrosi e senti che la tua vita è limitata dal dolore al ginocchio, la protesi monocompartimentale potrebbe essere una soluzione che ti permetterà di tornare a muoverti come prima.
Se stai valutando questa possibilità, ti invito a venire nel mio studio a Milano per un consulto. Sarò felice di fornirti tutte le informazioni necessarie per affrontare l’intervento con la serenità che meriti.